Non ha rilevanza penale l’uso di programmi abusivi nello studio
Non è ravvisabile una detenzione a scopi imprenditoriali
Non costituisce reato l’utilizzazione per lo svolgimento dell’attività dello studio professionale di programmi informatici privi del contrassegno SIAE.
È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, nella sentenza 30 novembre 2010 n. 42429, in relazione ad un caso in cui al legale rappresentante di uno studio associato (di architetti) era stata contestata la fattispecie di cui all’art. 171-bis, comma 1 della L. 633/41, in ragione dell’utilizzo per l’attività professionale di software non munito della relativa licenza d’uso.
Ai sensi dell’art. 171-bis, comma 1 primo periodo della L. 633/41, è soggetto alla pena della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da 2.582 a 15.493 euro chiunque per trarne profitto:
- abusivamente duplica programmi per elaboratore; ...